La modellistica del bilancio idrico del Po

La modellistica del bilancio idrico del Po

“Il bilancio idrico rappresenta una componente fondamentale del modello quali-quantitativo di bacino […] destinato alla rappresentazione in continuo della dinamica idrologica ed idrogeologica, degli usi delle acque e dei fenomeni di trasporto e trasformazione delle sostanze inquinanti nel suolo e nei corpi idrici.”[1].

La definizione riportata nel DM 29 luglio 2004 illustra chiaramente come il bilancio idrico debba emergere da una rappresentazione dinamica dei processi idrologici e degli usi della risorsa idrica che avvengono del bacino idrografico. Ciò consente infatti anche di studiare l’evoluzione dei processi, e verificare l’impatto di scelte gestionali.

Per questa ragione l’Autorità di Distretto del Fiume Po si è dotata, fin dal 2009, di un modello integrato per la simulazione climatica, idrologica e idraulica, che consente di riprodurre in tempo reale la situazione idrologica del bacino, e al contempo di costruire serie storiche delle grandezze idrologiche alla base del bilancio idrico. Il sistema è dotato inoltre di strumenti per la previsione degli stati di magra o di siccità del bacino, pertanto è denominato “Drought Early Warning System – Po” – DEWS-Po.

Il modello DEWS-Po gira in continuo, essendo alimentato dalle previsiooni del clima sul bacino del Po. Quando si valuta che possa innescarsi una situazione di crisi idrica, a causa della previsione di piovosità scarsa e alte temperature ad esempio durante la stagione irrigua, le “uscite modellistiche” vengono analizzate settimanalmente da un apposito tavolo tecnico al quale partecipano tutti i diretti interessati nella gestione e nell’utilizzo della risorsa idrica; sulla base delle previsioni modellistiche il Tavolo Tecnico decide quale sarà la gestione più opportuna per la settimana successiva, fino alla conclusione della crisi.

La stima delle grandezze necessarie alla valutazione della disponibilità idrica richiede l’utilizzo della modellazione laddove non siano disponibili serie di portata osservata e misure affidabili dei volumi prelevati per la ricostruzione delle portate naturalizzate[2]. Il modello risulta necessario anche per la stima dei volumi prelevati da tutto il sistema delle derivazioni: nella maggior parte dei casi infatti non sono disponibili serie storiche dei prelievi, che solo dal 2015 sono divenuti  oggetto di monitoraggio obbligatorio: attraverso i modelli è possibile simulare il comportamento dei grandi nodi di derivazione, sulla base di informazioni dedotte dalle misure a disposizione e dalla conoscenza della quantità di risorsa disponibile negli alvei al momento della derivazione.

Ciò ha consentito la stima della domanda idrica complessiva del sistema delle derivazioni, sia annuale che mensile, e la valutazione del livello di soddisfacimento della domanda per differenti periodi dell’anno.

Il sistema è descritto nel dettaglio nell’allegato 4 alla Relazione Gnerale del Piano del Bilancio Idrico “Allegato 4 – Allegato 4: Drought Early Warning System Po – Sistema di modellistica di distretto Allegato 4.

[1] DM 29/07/2004

[2] Con il termine “portata naturalizzata” si fa riferimento ad una serie di valori di portata fluviale ricostruita simulando l’assenza di pressioni antropiche, in questo caso di tipo prelievo. Per effettuare tale ricostruzione avendo a disposizione la serie storica dei volumi complessivamente prelevati dal bacino, basta sommare tali volumi ai volumi osservati alle stazioni di misura. In assenza di serie storiche accurate sui volumi prelevati, è necessario ricorrere alla modellazione idrologica idraulica, in modo da poter simulare la formazione dei deflussi e il trasferimento nella rete idrografica in assenza di prelievi.